Water Jam

Navigli Water Jam

GattoNero, KayOne, Etnik, Airone, SeaCreative
Neve, Swarz, Fabio Weik, Tawa, Santy, ReFreshInk

Correva l’anno 2006: Scripta Manent fu l’evento scatenante della Street Art italiana. La manifestazione di arte urbana portò 50 artisti da ogni parte della penisola a dipingere live per 2 notti lungo il corso dei Navigli. Il successo fu tale che alcuni dei lavori vennero rubati – e mai recuperati – ed il clamore mediatico suscitato diede lo spunto che condusse nel 2007 all’ideazione di “Street Art, Sweet Art”, la più importante mostra istituzionale di Street Art in Italia.

Da allora è successo un po’ di tutto, mostre e festival di arte urbana si sono susseguite e moltiplicate in tutta Italia e hanno reso questo genere di espressione artistica noto e comprensibile al pubblico.

Nel 2013 gli stessi organizzatori di Scripta Manent, Wildstylers Media & Davide Atomo Tinelli, tornano su Navigli per riprendere un discorso d’amore mai interrotto verso questo quartiere così unico, vitale e nello stesso tempo così bistrattato. E ritornano sviluppando le idee lanciate durante quelle notti di Dicembre 2006, ma interpretandole alla luce di una visibilità ed espressività ormai matura.

L’evento si chiama WATER JAM non solo perchè vedrà come location l’acqua sui cui avviene, ma anche e soprattutto per le sue modalità. 10 + 1 noti artisti urbani si esibiranno a coppie di 2 su una chiatta al centro della quale si ergerà un grande superficie, quasi un monolite galleggiante, i cui 2 lati verranno trasformati in altrettante opere durante 2 intense giornate di lavoro creativo dal vivo, dalle 11 di mattina a mezzanotte.
E come in ogni jam-session che si rispetti, il secondo giorno vedrà gli artisti avvicendarsi sui lati di questo muro galleggiante, quindi concretamente sovrapponendosi ed intersecandosi, mischiando colori, tecniche ed idee.

Once again an event broght to you by the fabulous…

Wildstylers Media & Davide Atomo Tinelli

Calendario live exhibitions

Sabato 6 Aprile: GattoNero solo session
Lunedì 8 + martedì 9 Aprile: KayOne + Airone
Giovedì 11 + venerdì 12 Aprile: SeaCreative + ReFreshInk
Domenica 14 + lunedì 15 Aprile: Tawa + Santy
Mercoldedì 17 + Giovedì 18 Aprile: Etnik + Fabio Weik
Sabato 20 + Domenica 21 Aprile: Neve + Swarz

 


GattoNero

Presentare GattoNero, al secolo Alessandro Gatti, non è certo cosa facile vista l’incredibile quantità di attività che svolge.
Anzitutto è un pittore nel senso più classico del termine, ma come si è scritto fa anche parte della tanto chiaccherata/acclamata Street Art di cui è, come si dice in gergo, “old scool”  il che significa che è tra i primi ad aver cominciato in Italia.
É un illustratore , ha lavorato x svariate riviste libri e quotidiani tra cui Maxim e Il Giornale
É uno scenografo , ha firmato numerosi, film, pubblicità, sfilate di moda e persino molte Opre Liriche tra cui una Madame Butterfly a Seoul (corea del sud).
É uno scultore esperto nella lavorazione, del marmo, del bronzo, del legno e del metallo.
É un mok-uppissta che significa “colui che crea gli effetti speciali per i film” è in grado di ricreare vere e proprie sculture che si muovono in gergo “animatronic”.
É un fumettista con alcune pubblicazioni alle spalle.
É stato il rappresentante delle accademie italiane durante la protesta che ha portato le accademie nel circuito universitario.
É un esperto di Leonardo da Vinci di cui studia e ricostruisce le macchine.
Ma questo descrive solo in parte la lunga esperienza di un’artista il cui curriculum in versione ridotta sono cinque pagine fitte come un romanzo di Dostoevskij.
Quello che troviamo nei suoi dipinti è il frutto di una lunga, anzi lunghissima, esperienza fatta sul campo e mette d’accordo l’arte figurativa della grande scuola italiana con quella materica astrattista delle avanguardie.
Ne nasce un dialogo di equilibri fra figura e materia tra pieni e vuoti, tra anima e cervello.


KayOne

Uno dei graffiti writer italiani della prima ora, KayOne, classe 1972, ha cominciato a dipingere per strada nel 1988 a 15 anni. Pioniere a Milano quando i Graffiti comparivano solo nelle serie riciclate dei telefilm americani e quando le tendenze impiegavano cinque anni per attraversare l’Oceano. KayOne passa gran parte del suo tempo lavorando come Art Director, dipingendo quadri e muri in Italia e all’estero. Reduce dalla sua ultima mostra personale a Londra, molte in Italia le esposizioni recenti di successo: Museo della Triennale, 54ª Biennale di Venezia e Grattacielo Pirelli.


Etnik

Etnik è lo pseudonimo dietro al quale si cela la figura poliedrica di Alessandro Battisti, dagli anni ‘90 uno degli artisti più attivi e completi del writing in Italia, a cui Etnik apporterà insoliti e personali contributi, scaturiti dalle proprie esperienze, nel campo dell’illustrazione e della scenotecnica. La sua passione per questa disciplina lo porta oggi a realizzare tag bi e tridimensionali con uno stile proprio e riconoscibile, offrendogli l’opportunità di partecipare a grandi eventi pubblici e di collaborare coi migliori writers della scena internazionale. Lo studio del lettering non si limita alla pura ricerca estetica delle lettere ma, dopo vent’anni passati a dipingere spazi urbani di periferia e a cercarne di nuovi, l’artista lo coinvolge nella riflessione sul concetto di “città”, che ne scorge un nuovo punto di vista, fino a farne soggetto principale della sua ricerca pittorica. Il lettering diviene la base su cui Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua nuova e personale ricerca artistica, che nel 2003 vede la luce sotto il nome di “Città prospettiche”. La trasformazione delle lettere, che compongono il suo nome in masse geometriche, apparentemente irriconoscibili, sono lo spunto su cui costruire moduli architettonici riconducibili a stereotipi di insediamento urbano, che s’intersecano violentemente su piani opposti e punti di vista spiazzanti per rappresentare un cemento sempre più costrittivo e un equilibrio sempre più precario nella vita quotidiana di ognuno di noi. La serie diviene soggetto e oggetto di studio, che trova nella trasposizione scultorea e su muro maggior spettacolarità e arditezza, mentre su tela e tavola riesce a toccare livelli di sintesi geometrica estrema, in cui l’identificazione delle costruzioni è quasi impossibile se non grazie a un uso descrittivo del colore e di una gamma cromatica brillante e di contrasto.

Il lavoro di Etnik non si ferma solo a questo, nel 2009 crea con Duke1, il collettivo Bunker108 che collabora con enti sia pubblici che privati, per il restyling di edifici o aree urbane, e organizzare workshop e eventi espositivi di vario genere. Il suo lavoro trova ulteriore riconoscimento alla II Biennal International of Graffiti Fine Art al MuBE di San Paolo (Brasil) e nel progetto curatoriale “Frontier – La linea dello stile” a Bologna. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.


Airone

Airone nasce a Milano nel 1973. Il suo nome comincia a circolare già nel 1989 quando inizia a dipingere per le strade della città condividendo passioni ed avventure con il gruppo THP. Pioniere del Writing italiano, da subito cerca di favorirne la conoscenza e diffusione nel contesto internazionale per mezzo della rivista di cui è editore dal 1991, “Tribe Magazine”.

Nel 1997 si accosta per la prima volta all’ambiente istituzionale presentando la mostra dedicata a Keith Haring presso la  Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate e figurando nel catalogo in veste di rappresentante italiano del writing. Nel ’97 compare nel cult-book francese “Sabotage!”  e nello stesso anno è protagonista di un documentario RAI dedicato al Writing. Dal 2000 al 2004 da vita al primo expo europeo di arti urbane: l’Airbrush Show/World Spray, a Milano. Nel 2001 entra a far parte della storica crew newyorkese “The Nasty Boys” e lancia in rete il newsmagazine online wildstylers.com. Nel 2003 fonda la sua agenzia di comunicazione con la quale pubblica il libro “I graffiti del Leoncavallo” per Skira Editore, 2006. Nello stesso anno organizza “Scripta Manent”, manifestazione artistica lungo i Navigli milanesi. Il 2007 è invece l’anno di “Street Art, Sweet Art” presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, mentre nel 2008 idea e co-produce la mostra-evento “Scala Mercalli” a Roma.

Negli ultimi anni Airone ha preso parte a numerose mostre istituzionali e private e le sue opere sono state battute da famose case d’asta, ma la strada rimane la sua maggiore ispirazione. More info on:

http://www.air-one.net
https://twitter.com/Airone_THP_TNB
http://www.wildstylers.com
https://twitter.com/GraffitiKills


SeaCreative

Fabrizio Sarti nasce nel 1977 a Varese, dove dai primi anni Novanta comincia ad esprimere la sua creatività sui muri di varie città facendosi conoscere nel mondo del writing come Sea.
Con il passaggio ad una maggior maturità artistica, Sea rimane affascinato dalle opere di Barry McGee e Phil Frost abbandonando così l’utilizzo di bombolette spray sostituendole con pennelli e colori acrilici. Muta anche il tratto che diventa più grafico, influenzato dagli studi di graphic design  e dalle esperienze lavorative in varie agenzie di pubblicità e studi grafici.
Nel 2000 un altro passo per la sua maturazione prende forma con il progetto Sea Creative, dove le esperienze maturate in strada, sono trasposte su supporti più tradizionali, utilizzando vari materiali come smalti, acrilici e inchiostri.
Oltre alla realizzazione di varie mostre e live performance in giro per l’Italia e all’estero, dal 2003 collabora con varie aziende che spaziano dallo street wear, al design.
Nel 2006 l’artista partecipa con le sue opere alla fortunata collettiva di street artists italiani “Street art sweet art” al Padiglione d’Arte Contemporanea (P.A.C.) di Milano dove, grazie alla grande affluenza di visitatori, si fa conoscere anche al grande pubblico.
Oggi, oltre ai circuiti espositivi convenzionali, Sea Creative dipinge e “espone” i suoi personaggi nelle aree industriali abbandonate, in un progetto artistico, dove la street art si allontana dalla strada, dai muri delle città, per fondersi invece con l’archeologia industriale, con quei luoghi pieni di storia, che emozionano solo ad entrarvi.
Un artista con un suo stile ben definito: lineare ma attento ai particolari di un universo caotico in un mondo di personaggi grotteschi che incuriosiscono lo spettatore. Uno stile che esula dalla vera rappresentazione figurativa per allargarsi all’esperimento grafico/cromatico. Soggetti che emergono da fondi a volte piatti a volte pieni di parole dove le lettere smettono di avere la loro funzione comunicativa e diventano elementi decorativi.
Un microcosmo di personaggi che non appartengono a nessuna città, a nessuno specifico panorama urbano; volti con espressioni stupite, attonite, assenti che appartengono solo alla mente dell’artista che rielabora esempi provenienti dal mondo reale lasciando allo spettatore varie chiavi di lettura interpretativa.

SeaCreative oggi vive e lavora tra Milano e Varese, continuando la sua produzione artistica con mostre nazionali e internazionali e collaborazioni nei più svariati ambiti creativi.
www.seacreative.net


Neve

Neve | Neve | Neve | Neve | Neve | Neve | Neve | Neve | Neve | Neve

Neve inizia a dipingere per gioco sui muri di Torino nel 1995.
Dopo la prima sperimentazione delle lettere in 3D, la passione per l’arte cresce in fretta, tra la strada e la vita:con gli occhi solcati dalle occhiaie e le mani regolarmente tinte di vernice, non perde occasione per lasciare la sua impronta, per dipingere, per ricercare il suo stile, per affinare le tecniche.
L’amore per l’estetica e per il classicismo lo porta a coniugare l’arte urbana con quella accademica, grazie all’uso del figurativo come mezzo di espressione. Dipinge in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Grecia, Svizzera e Germania, sperimentando linguaggi diversi e arrivando a padroneggiare lo spray con la stessa disinvoltura del pennello o della matita.
Spinto dall’importanza del concetto che irrompe nei suoi disegni rivolge nel 2006 il suo interesse artistico alla realizzazione di performances ed installazioni, tra le altre, curate da Marco Scotini e Marcello Maloberti.
Nelle sue opere insiste sul valore del messaggio di cui si fa portavoce, perché l’intento è quello di lasciare l’osservatore con una domanda aperta o quantomeno una riflessione; è per questo che nel 2008 Neve  si impegna nell’esecuzione della facciata del Leoncavallo e di altri graffiti politici insieme ai Volkswriters e nella creazione di una serie di stencils e posters dal forte contenuto di denuncia socio-politica.
Partecipa alla mostra “Scala Mercalli” a cura di Gianluca Marziani nell’Auditorium di Roma, dove rappresenta la muta protesta del monaco birmano e dove inoltre rovescia i ruoli della “Pietà” michelangiolesca, creando un dipinto-simbolo della condizione femminile.  L’impatto emotivo delle sue opere emerge anche nella bipersonale con Ozmo presso la galleria milanese Magrorocca, con la quale esporrà anche a Mi Art 2008.
Nell’autunno dello stesso anno si dedica a un progetto di installazione urbana, disseminando per la città bombe finte e mezzi bellici di cartone. Attira così l’interesse dei media, che gli dedicano una parte nello Speciale tg1 del 1 giugno 2009 e molte altre interviste e pubblicazioni.
Numerose sono le tele in cui coniuga la vita interiore e il mondo che lo circonda in una delicata espressione d’arte figurativa, e altrettanto numerose sono le collettive a cui partecipa, tra cui la III edizione del (con)Temporary art a Milano, nel 2011 l’esposizione a Dusseldorf a fianco delle opere di Giorgio De Chirico e alla Biennale di Venezia, padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi.
La capacità espressiva dell’artista si potenzia negli interventi murali in iperrealismo di titaniche dimensioni dove prendono vita, in un contesto a tratti reale a tratti fiabesco: sirene, donne, bambini che innaffiano diamanti, partigiani e boxeurs.  Nel 2010 partecipa al progetto Walls of Fame a Milano e nel corso della sua carriera realizza opere murali per grandi brand come Campari, Fabriano, Eni Syndial per cui dipinge su un muro di oltre 2000 mq per la campagna pubblicitaria 2011.
La ricerca stilistica sempre più accurata nei dettagli sfocia nella produzione dell’ultima serie di cartoncini a matita colorata su sfondo nero, dove dipinge solo la “luce” con evidenti richiami caravaggeschi. Queste opere di una raffinatezza quasi visionaria celano nelle trame figurative messaggi enigmatici che evocano gli archetipi dell’umano. In quest’ultimo ciclo di opere Neve mostra una cura maggiore verso i particolari e una sensibilità più matura che tocca profondamente lo spettatore il quale è stimolato a il reale messaggio che si cela dietro le figure ­- così come nei graffiti, per comprenderne il senso, serve un codice-.
Testo di Nancy T.


Marco Swarz

50 anni, irrequieto come un adolescente divenuto adulto troppo in fretta.
Frequenta la peggio gioventù erede degli anni di piombo, si contamina nell’underground Milanese contrario alla Milano da pere.
Dagli anni ottanta incide il grigio ed il cemento lasciando i propri Dazibao di colori, messaggi e forme pensati per violare la quotidianità, interrompere la routine, fermare e far riflettere.
Fratello d’asfalto con Atomo quindi assieme a Shah scrivono importanti pagine di libera arte, fondendo estro, energia, idee e tecniche differenti nell “Open Air Studio”.
La lista delle opere è pubblica e segreta.


Fabio Weik

Fabio Girola in arte Weik,nasce a Milano nel 1984.
la forte passione per la pittura si accompagna a quella per la fotografia ed inizia da bambino, fino ad esplodere 1997 quando scopre il mondo del writing.
Un costante impegno, studio e allenamento, lo portano a partecipare a eventi internazionali di graffiti come il “Meeting of styles “ lo “Street attitudes” affermandosi tra uno dei migliori esponenti del graffitismo nazionale.
Con gli anni di esperienza,nel controllo dello spray, matura la sua tecnica su tela, senza mai tralasciare le superfici metropolitane, partecipa a numerose esposizioni private, guadagnando consensi dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Partecipa alla realizzazione di eventi di spicco, come al Macef per la stilista Agatha Ruiz della Prada,Arte Accessibile fino ad approdare con un suo pezzo alla Triennale di Milano al museo del design.
Nel 2006 viene contattato da diversi comuni Italiani, instaurando una forte collaborazione, gli vengono commissionati lavori pubblici, affresca grandi aree, e da un miglioramento estetico a zone imbrattate e mal curate, creandosi una grande notorietà, e un buon esempio su come fare graffiti può essere reputata arte preventiva contro il degrado urbano.
Inizia cosi a farsi conoscere a un vasto pubblico e a partecipando a eventi sempre più importanti all’interno del panorama artistico nazionale anche grazie alla sua “precoce” maturità artistica, da quello proposto dalla Triennale di Milano”Bovisa in Linea” fino al live painting organizzato presso il PAC Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, in occasione della ormai celebre”Street art Sweet art”,Weik collabora con il NABA (Nuova Accademia Belle Arti Milano) esibendosi in live painting e interventi didattici e inizia ad istaura rapporti entusiasmanti con le gallerie Milanesi.
Nel 2008 espone ad ARTSHOT08, e pochi mesi dopo ottiene il 1° PREMIO nel concorso d’arte contemporanea Guidizzolo in Arte.
I meriti si estendono non più solamente nell’ ambito della street- art, ma anche nei circuiti d’arte contemporanea grazie anche all’ evoluzione della tecnica del dripping creata da Pollock, accompagnata dai suoi soggetti che racchiudono messaggi profondi, nel 2009 lo troviamo all’ International art contest ART[t]CEVIA, è al celebre concorso SATURARTE di Genova.
La sua arte si estende: dalle superfici metropolitane agli spazi privati e pubblici, alle tele, fino ad arrivare ai capi d’alta moda, vestire persone, infatti, nel 2009 Fabio Weik porta per primo il graffitismo nel mondo d’alta moda: viene scelto per interventi artistici su dei capi della collezione autunnale MISSONI instaurando cosi un’originale collaborazione con Angela Missoni e i suoi stilisti.
I capi che portano i disegni e le firme di Weik creano un interessante contrasto con la storica eleganza del brand, rendendo il capo pezzo unico e raro.In questi anni coltiva anche la passione per la fotografia, collaborando alla realizzazione di book e reportage, nei suoi scatti artistici, emergono messaggi spietati su realtà quasi invisibili di città e culture differenti.
Nel 2010 con Sinergie bi-personale che ha come protagonisti Dies e Weik nella celebre e imponente Fabbrica Borroni, impone la sua maturità culturale, presentando istallazioni e lavori pittorici forti e di grande interattività con il pubblico e il presente, istaura una forte amicizia con lo storico collezionista Eugenio Borroni. 2011 un successo dietro l’altro per ogni suo intervento sia in collettive, sia in fiere d’arte, che in personali lo portano a collaborazioni con uomini di cultura come Philippe Daverio, Paolo Berti, e con le più grandi società di marketing senza però mai tralasciare gli ambienti più undergraund, attualmente lavora e vive a Milano,cura eventi artistici internazionali come Beyond the city walls, e vanta collaborazioni con gallerie di Milano e New york.

Tawa


Tawa | Tawa | Tawa | Tawa | Tawa

Tawa nasce a Milano nel 1973.
Si avvicina all’Aerosol Art nel 1990 iniziando un percorso artistico con pratiche di writing quotidiane, dipingendo lettere su carrozze di treni e muri.
Con la maturità interiore e l’evoluzione artistica Tawa inizia a dipingere prevalentemente su altri supporti quali la tela e il legno.
La sua pittura, libera e controllata nel contempo, è una costante ricerca nell’ambito del segno del gesto e della materia.
Il suo lavoro si caratterizza attraverso simboli calligrafici che, mediante lo studio dell’anatomia delle lettere, vanno a creare una colonna vertebrale all’interno dell’opera ottenuta grazie alla sovrapposizione e allo “strecciamento” (allungamento) delle lettere del suo nome. Questo studio è l’evoluzione e l’essenza di un percorso già intrapreso fin dai tempi del writing in strada dove l’artista conferiva ad ogni lettera una struttura ossea ed organica.
Il colore viene steso a colpi marcati e decisi, come in una sorta di lotta tra l’artista e la tela, simile a quella che viene affrontata nel quotidiano. Uno dei colori più ricorrenti nelle opere di Tawa è sicuramente l’oro, una sorta di omaggio ad uno dei simboli più importanti di Milano: la Madonnina.
Alla parte stilistica del segno si accosta la potenza del gesto e l’espressività della materia, ed è proprio con quest’ultima che l’artista vuole reinterpretare nelle sue opere frammenti di uno scenario urbano come richiamo alle origini del suo percorso artistico. Non a caso i materiali principalmente utilizzati sono il bitume il cemento lo stucco il silicone le sabbie e le impronte dei pneumatici delle automobili, focalizzando così nei suoi quadri frammenti del reale.


Santy

Classe 1979, milanese d’adozione, diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera, Santy (nome d’arte di Lorenzo Argenziano) è una figura di spicco del movimento dell’arte urbana. Dalla pittura all’affissione, dai dipinti murali alla grafica d’arte, è noto per mischiare tecniche tradizionali con diversi metodi espressivi. Le definizioni gli stanno strette e gli strumenti che preferisce sono il pennello e la sgorbia (che, ci spiega, serve per incidere incavando le lastre per poi creare stampe calcografiche). Da pochi anni ha scoperto il micromosaico in plexiglass e usa tecniche pittoriche mischiate con collage e stampe serigrafiche, ma la sua passione rimane l’incisione.


ReFreshInk

ReFreshInk, al secolo Giovanni Magnoli, nato ad Arona il 26 Marzo 1971. Grafico freelance, decoratore, illustratore e fotografo, ma soprattutto street artist fin dai primi anni 90. Ha dipinto ed esposto in tutta Italia.